Cotorne in Bosnia

Cotorne in Bosnia

C & C Hunting CacciaStorie

Inizia presto la mia avventura in Bosnia, alle 7 del mattino tutti a fare colazione per poi organizzare le squadre che si distribuiranno nei terreni vastissimi della riserva di caccia.

Da subito chiedo ad Antonio di potere andare a cotorne, spero in cuor mio di vederne almeno una brigata.

Saliamo in macchina insieme a Domenico e partiamo alla volta di Gacko dove incontriamo il nostro accompagnatore con un nome impronunciabile che non parla una parola in lingua comprensibile, ma che comprende i nostri gesti venatori.

Percorriamo una strada sterrata che cammina lungo un altipiano a circa 1000 msl, sullo sfondo colline con vegetazione spontanea e montagne ricoperte di boschi, incontriamo tracce della ormai non più recente guerra che ha sconvolto quei paesi, case che hanno ancora impressi i segni del passaggio di guerriglie e cimiteri sparsi tra le colline, ma questa è un’altra storia, triste, che non lascerebbe spazio alla gioia della nostra avventura.

Andiamo avanti e percorrendo quel sentiero, superata una piccola curva, ecco apparire ciò che noi sognavamo di vedere, una intera brigata di cotorne che cammina noncurante della nostra presenza.

Subito afferro il mio telefono e giro un piccolo video da far vedere agli amici siciliani che, come me, da molto tempo, ormai, non cacciano questo splendido selvatico.

Dopo un chilometro decidiamo di scendere dall’auto e con molta calma ci sistemiamo per la nostra battuta, lasciamo del tempo a quelle cotorne per spostarsi e pasturare tra le rocce e i prati rigogliosi, facciamo scendere i nostri due cani e dopo una breve chiacchierata, a gesti, con il nostro accompagnatore cominciamo la nostra battuta.

Iniziamo a calpestare le colline bosniache, un’emozione unica vedere i nostri cani correre tra quei prati, sentimento destato da un improvviso cambio di atteggiamento di Jeff e Yuri.

Sentono la brigata, prendono il vento e, con il naso in alto, iniziano la filata, lunga, bellissima.

Fermano convinti, noi acceleriamo il passo cercando di arrivare a servire questa bellissima azione, guidano per qualche altro metro e poi di nuovo fermi.

Il vento freddo gela le nostre mani ed il nostro viso, il sole già alto non riesce a scaldare la nostra pelle, ma il nostro cuore batte forte e il sangue, la passione, che scorre dentro non ci fa sentire minimamente quelle condizioni, ad un tratto eccole!

Iniziano a volare davanti i cani, la prima, la seconda, le osserviamo, quasi increduli, affascinati da quel volo che ci ricorda tempi vissuti tra i campi arati della nostra Sicilia.

Ci destiamo da quel sogno scoprendo che quella era realtà, Domenico tira fuori dal cilindro le sue doti da “vecchio” tiratore e con soli due colpi ne butta giù due, io “comune mortale” butto giù una padella memorabile, le altre venti volano libere in quel cielo limpido pieno di emozioni.

Vedere Jeff tornare con una cotorna in bocca non ha prezzo, vedere il mio Yuri tornare con la sua prima coturnice è un’emozione indescrivibile che paga tutta la giornata e la padella.

Felici, soddisfatti di avere vissuto quei momenti proseguiamo la nostra giornata con il pensiero rivolto a quel fantastico volo di cotorne.

L'autore del post
Antonino Simone

Antonino Simone

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Cacciatore siciliano appassionato di quaglie, beccacce e coturnici.